Quanto costa un progetto d’interni a Roma non si legge su un listino: dipende da come si calcola l’onorario e da cosa comprende. I metodi più usati sono tre: un compenso a forfait diviso per fasi, una percentuale sull’importo dei lavori, una consulenza a ore o a incontro. Un preventivo fatto bene ti dice quale metodo usa, quali prestazioni include e quali spese restano fuori.

Chi scrive su Google «quanto costa un architetto a Roma» di solito vuole sapere proprio questo. Sono Michela Tempesta, architetto iunior iscritta alla sezione B dell’Albo degli Architetti di Roma, con lo studio in Via Cairate 10, a Roma nord-ovest: ti spiego come si costruisce una parcella, così sai leggere i preventivi che ricevi.

Perché non esiste un prezzo fisso per un progetto d’interni?

Un prezzo fisso non esiste perché in Italia le tariffe professionali dei tecnici sono state abolite nel 2012 dal decreto legge 1/2012 sulle liberalizzazioni. Da allora il compenso si concorda caso per caso, e la legge chiede al professionista di comunicarlo prima dell’incarico, con un preventivo di massima che indichi le prestazioni e tutte le voci di costo, in forma scritta se lo chiede il cliente.

A parità di metodo, il compenso cambia soprattutto in base a:

  • la metratura e il numero di ambienti su cui si lavora;
  • lo stato di partenza: una casa da rifare con gli impianti è un lavoro diverso da una casa da arredare;
  • le fasi che ti servono: solo il progetto, il progetto con le pratiche, oppure anche la direzione lavori;
  • la complessità del cantiere e il numero di ditte da coordinare;
  • i tempi che chiedi.

Come si calcola l’onorario a forfait?

L’onorario a forfait è un compenso fisso concordato prima di iniziare, di solito suddiviso per fasi: rilievo, progetto, pratiche edilizie, direzione lavori. È il metodo più leggibile per chi ristruttura casa, perché conosci dall’inizio il costo della progettazione e puoi decidere di affidare al professionista tutte le fasi oppure solo alcune.

Il forfait funziona se il preventivo descrive con precisione cosa c’è dentro: quante revisioni del progetto sono comprese e come si calcolano le varianti chieste a lavori avviati. Se non è scritto, ogni modifica diventa una trattativa.

Quando si usa la percentuale sull’importo dei lavori?

La percentuale sull’importo dei lavori lega il compenso del progettista al costo finale del cantiere. Si usa soprattutto quando l’incarico comprende la direzione lavori e il valore delle opere non è ancora definito al momento della firma. Ha un limite evidente: se i lavori aumentano, aumenta anche l’onorario, quindi conviene concordare un tetto massimo.

Esiste anche una formula mista: una cifra fissa per progetto e pratiche, e la direzione lavori calcolata quando il capitolato è approvato e il costo delle opere è noto.

Come funziona una consulenza a ore o a incontro?

La consulenza a ore o a incontro è il formato per chi non deve ristrutturare ma ha una domanda precisa: come arredare un soggiorno, quale pavimento scegliere, se una casa in vendita si presta ai lavori che hai in mente. Paghi il tempo dedicato, di solito un sopralluogo e un documento di indicazioni, senza legarti a un progetto completo.

Le mie consulenze riguardano arredo, colori, materiali e la valutazione di una casa prima dell’acquisto: le trovi nella pagina sull’interior design a Roma. Per orientarti prima di chiamare qualcuno, leggi la guida agli stili di arredamento.

Cosa comprende un progetto d’interni completo?

Un progetto d’interni completo comprende di solito il rilievo dell’esistente, il concept con planimetrie e moodboard dei materiali, il progetto esecutivo con i disegni per le ditte, il capitolato dei lavori, le pratiche edilizie e la direzione lavori. Ogni voce che non compare nel preventivo è una voce che, se servirà, verrà chiesta a parte.

Nel mio preventivo per una ristrutturazione di casa a Roma trovi primo incontro e rilievo, progettazione di massima ed esecutiva, consulenza sui materiali, capitolato, pratiche edilizie e direzione lavori. I servizi aggiuntivi li preventivo sempre a parte. Con il team di ristrutturazione di ITS Tempesta seguo anche ristrutturazioni complete chiavi in mano.

Restano di solito fuori dall’onorario del progettista:

  • i diritti di segreteria e gli eventuali oneri dovuti al Comune;
  • il progetto strutturale, quando si toccano muri portanti o solai;
  • le dichiarazioni di conformità degli impianti, che rilasciano le ditte installatrici;
  • l’IVA e il contributo alla cassa previdenziale del professionista.

Cosa chiedere prima di firmare un preventivo?

Prima di firmare un preventivo per un progetto d’interni chiedi sempre tre cose: quale metodo di calcolo usa il professionista, quali fasi sono incluse e quali spese restano escluse. Poi confronta solo preventivi che descrivono le stesse prestazioni: un compenso più basso spesso copre meno fasi, meno revisioni o meno sopralluoghi in cantiere.

Le domande che ti consiglio di fare:

  • quante revisioni del progetto sono comprese;
  • quanti sopralluoghi prevede la direzione lavori;
  • chi presenta le pratiche e chi paga i diritti comunali;
  • se il professionista è iscritto a un albo e ha l’assicurazione professionale, obbligatoria per chi esercita.

Per la parte burocratica, la guida su CILA o SCIA spiega quali pratiche servono per ristrutturare. Per vedere come lavoro, guarda i progetti. Quando vuoi, raccontami la tua casa: dopo il primo incontro ricevi un preventivo scritto, voce per voce.

Domande frequenti

Quanto costa un architetto a Roma?

Non esiste una tariffa unica: dal 2012 il compenso dei professionisti tecnici si concorda caso per caso. Cambia in base al metodo di calcolo, forfait, percentuale sui lavori o consulenza a ore, alle fasi affidate e alla dimensione del lavoro. Il modo serio per saperlo è chiedere un preventivo scritto che elenchi prestazioni, voci escluse e modalità di pagamento.

Che differenza c’è tra architetto e interior designer?

Architetto e architetto iunior sono titoli protetti: richiedono laurea, esame di Stato e iscrizione all’albo, e permettono di firmare pratiche edilizie nei limiti delle competenze di ciascuna sezione. Interior designer descrive invece un mestiere: chi lo esercita senza iscrizione a un albo tecnico può progettare arredi e finiture, ma non può asseverare una CILA o una SCIA.

La consulenza d’arredo si paga anche se poi non faccio i lavori?

Sì. La consulenza è una prestazione a sé: il compenso si concorda prima e copre il sopralluogo e le indicazioni che ricevi, di solito raccolte in un documento. Puoi usarle per arredare da solo o per capire se ti serve un progetto completo, che in quel caso avrà un suo preventivo.

Il preventivo del progettista comprende anche il costo dei lavori?

Di norma no: l’onorario copre progettazione, pratiche e direzione lavori, mentre le opere le fatturano le ditte. In una ristrutturazione chiavi in mano ricevi invece un percorso unico che comprende progetto e cantiere. In entrambi i casi chiedi che le voci di progettazione e quelle dei lavori siano leggibili separatamente, così puoi confrontarle con altre offerte.

Si può pagare il progetto a fasi?

Di solito sì, ed è la formula più comune: un acconto all’incarico e poi una quota alla consegna di ogni fase, per esempio concept, progetto esecutivo, pratiche e fine lavori. Il calendario dei pagamenti va scritto nel preventivo o nel contratto d’incarico, insieme a cosa succede se il progetto si interrompe prima della fine.