La cucina è il centro della casa, e ristrutturarla vuol dire pensare insieme layout, impianti e luce. Sono Michela Tempesta, architetto iunior a Roma: nella ristrutturazione della cucina progetto la disposizione, gli impianti e l’illuminazione e, quando serve, disegno mobili su misura che realizzano le falegnamerie artigiane con cui mi coordino. Il mio studio è in Via Cairate 10, a Roma nord-ovest.

Da dove parte il progetto di una cucina?

Il progetto di una cucina parte dal rilievo e da come cucini. Misuro la stanza, segno la posizione di scarichi, attacchi, finestre e canna fumaria, e ti chiedo quante persone usano la cucina, se mangiate lì, cosa ti manca oggi. Solo dopo scelgo la disposizione, perché il layout giusto dipende da queste risposte più che dalle tendenze.

Da qui nascono la pianta della cucina, i prospetti delle pareti attrezzate e lo schema degli impianti. Se la cucina fa parte di una ristrutturazione completa della casa, la progetto insieme agli altri ambienti.

Quale disposizione scegliere per la cucina?

La disposizione si sceglie in base alla forma della stanza, allo spazio di passaggio e a come si muove chi cucina. La regola pratica è tenere vicini e in sequenza i tre punti di lavoro, cioè frigorifero, lavello e piano cottura, con un piano libero fra l’uno e l’altro. Le soluzioni più comuni sono cinque.

Disposizione Quando funziona A cosa fare attenzione
Lineare stanze strette o cucine aperte su una sola parete piano di lavoro spesso corto
Ad angolo stanze quasi quadrate sfruttare bene l’angolo cieco
A U cucine chiuse con tre pareti libere spazio di passaggio al centro
Con isola ambienti ampi, spesso aperti sul soggiorno impianti da portare a pavimento
Con penisola spazi medi dove l’isola non sta passaggio fra penisola e pareti

Cosa cambia negli impianti quando sposti la cucina?

Spostare la cucina cambia soprattutto lo scarico del lavello, che ha bisogno di una pendenza verso la colonna, e la posizione della cappa, che va verso l’esterno o funziona a ricircolo. Cambiano anche le prese, le linee dedicate agli elettrodomestici e, se resta il gas, il percorso della tubazione. Sono lavori che vanno decisi in progetto, prima dei rivestimenti.

Quando lo schema degli impianti cambia, per esempio spostando lavello o piano cottura, di norma serve una CILA: trovi come funziona nella pagina sulle pratiche edilizie a Roma. Se la cucina si apre sul soggiorno, prima va verificato che la parete da togliere non sia portante.

Come si illumina una cucina?

Una cucina si illumina su tre livelli: una luce generale per tutta la stanza, una luce diretta sul piano di lavoro, di solito sotto i pensili, e una luce più morbida sul tavolo o sull’isola. A questo si aggiunge la luce naturale, che studio al rilievo per decidere dove mettere il piano di lavoro e quali finiture scegliere.

Pavimenti, rivestimenti e ceramiche si scelgono dal vivo nella sala mostra di ITS Tempesta, accanto al mio studio, come spiego nella pagina dello showroom.

Quando conviene una cucina con mobili su misura?

Una cucina su misura conviene quando la stanza ha misure fuori standard, pareti fuori squadro, nicchie, pilastri o soffitti particolari, oppure quando vuoi che la cucina continui in una libreria, in una dispensa o in una parete attrezzata. In questi casi disegno io i mobili, e li realizzano falegnamerie artigiane di cui mi fido.

Le due strade si possono anche unire: moduli di serie e pezzi su misura dove servono. Ne parlo nella pagina sui mobili su misura, mentre per l’arredo del resto della casa c’è l’interior design. Le case che ho seguito sono nella pagina progetti, e per raccontarmi la tua cucina puoi scrivermi dalla pagina contatti.

Per approfondire

Domande frequenti

Si può aprire la cucina sul soggiorno?

Spesso sì, ma dipende dalla parete. Se è un tramezzo, cioè una parete non portante, la demolizione rientra di norma nella CILA. Se è portante, servono il progetto e il calcolo di un ingegnere strutturista e una pratica diversa. Va verificata anche l’aerazione dell’ambiente unito, che deve rispettare le regole igienico-sanitarie. Lo controllo al sopralluogo, prima di progettare.

Quanto costa ristrutturare una cucina a Roma?

Il costo dipende da quanto cambiano gli impianti, dai lavori murari, dai materiali e dal tipo di mobili, di serie o su misura. Per questo non pubblico un listino. Dopo il rilievo ricevi un preventivo dettagliato voce per voce, basato sul capitolato, e gli eventuali extra vengono concordati con te prima di essere eseguiti.

Serve la CILA per rifare la cucina?

Se cambi solo mobili, top e rivestimenti senza toccare gli impianti, di norma si tratta di edilizia libera. Se sposti il lavello o il piano cottura, modifichi lo schema degli impianti o demolisci una parete, di norma serve la CILA, firmata da un tecnico abilitato. La valutazione si fa sul tuo caso, e la pratica la preparo io insieme al progetto.

Posso tenere i mobili che ho e rifare il resto?

Sì, se i mobili sono in buono stato e compatibili con il nuovo progetto. Al rilievo li misuro e valuto se possono essere smontati e rimontati, magari con un top o delle ante nuove. In quel caso progetto impianti e rivestimenti attorno ai mobili esistenti, e aggiungo pezzi su misura solo dove servono.

Chi realizza i mobili su misura?

I mobili su misura li disegno io e li realizzano falegnamerie artigiane con cui lavoro e di cui mi fido. Preparo i disegni esecutivi con misure, materiali, ferramenta e finiture, mi coordino con la falegnameria durante la produzione e coordino il montaggio in cantiere, eseguito dai collaboratori esterni con cui lavoro, così il mobile si inserisce con precisione fra impianti, rivestimenti e pareti.

Mi aiuti anche a scegliere top e rivestimenti?

Sì. La scelta dei materiali fa parte del progetto: valutiamo insieme top, rivestimenti e pavimenti con un occhio alla durata, alla manutenzione e all’aspetto complessivo. Ceramiche, pavimenti e rivestimenti si vedono dal vivo nella sala mostra di ITS Tempesta, in Via Cairate 10, dove confronti le finiture affiancate e alla luce reale.